Corea... questa sconosciuta

Mercoledì, 11 Dicembre 2013. Postato in Focus e Blog, Blog

Corea... questa sconosciuta

Korea del secondo millennio.

Un giorno di alcuni decenni fa un compagno di corso che venne a studiare nel mio "campus" dall'estero, sentenziò: l'Italia è il concentrato del mondo, le Marche dell'Italia. Lo prendemmo un po' in giro perchè non capimmo bene la sua analisi (eravamo troppo ignoranti in geografia e senza la sua, seppur giovane, esperienza di vita) ma, quella frase mi rimase impressa. Crescendo ed iniziando a girare il mondo ogni tanto mi è tornata in mente, sempre con maggior consapevolezza ed orgoglio.
Spesso mi vanto di aver avuto i natali in una regione che è - per logica contrazione - il concentrato ...del mondo. Ora che sono in Korea da qualche giorno, che ho girato per alberghi e sobborghi, mercati e centri urbani, commerciali e tradizionali, ora che ho parlato con decine di persone giovani e meno giovani, che ho visto  persino uno spettacolo teatrale con performance che potrei aver goduto a Broadway per bravura, serietà, preparazione, simpatia e garbatissima ed applaudita interazione con il pubblico di tutte le età cerco una  frase, un pensiero, un modo insomma per "qualificare" questo per me nuovo Paese, l'ultimo di tutti quelli visitati, anche più volte, in estremo oriente.

Indocina, con il Vietnam, Laos e la Cambogia... si ma diversi, Myanmar, Tailandia, Indonesia, Malesia, Singapore... La Korea a chi assomiglia?
A tutti e a nessuno! La Cina? Non saprei, forse un po'. La Mongolia, il Nepal, il Giappone...
In realtà di tutto un po' con garbo, sorriso, serietà, cortesia, sicurezza ed un'infinità di cose da vedere... alcune delle quali diversamente viste in alcuni dei paesi sopra elencati, e... molto altro!

Impossibile non venire in Korea, un vero peccato non conoscerla sorvolandola magari per giungere in un'altra nazione più promozionata. Ed ecco che affiora un ricordo... come l'Italia lo è del mondo, la Korea è il concentrato dell'oriente, dell'estremo oriente che tutti abbiamo sognato attraverso i racconti di Marco Polo (al quale attribuiscono il nome stesso del Paese) e poi dei viaggiatori che ne hanno osannato l'ospitalità, la fierezza e la tenacia della gente tutta, la dolcezza e la cortesia delle donne giovanissime e non, la composta disponibilità all'apertura verso il diverso nonostante la storia abbia sempre immeritatamente punito questo territorio con occupazioni, saccheggi e oppressioni centenarie.

Dal 1953 la Korea è tornata libera per la millesima volta, da nazioni più potenti e aggressive. Ed in poco più di cinquant'anni ha conquistato un suo spazio nel panorama internazionale grazie anche alle Olimpiadi che ha fatto conoscere al Pianeta la capacità organizzativa, strutturale, sociale  e competitiva dello sconosciutissimo popolo coreano.

Da quei magici giorni del 1988 la crescita della Korea è stata ed è tutt'ora silenziosamente inarrestabile. Senza picchi e sobbalzi, senza impennate o grandi vuoti la curva che indica la crescita del pil coreano è un esempio di solida, costante, e programmata stabile tendenza al rialzo. In tutto il pianeta non esiste famiglia che non abbia un oggetto progettato e creato in Korea iniziando dal vicino Giappone per finire con il più remoto fonduk yemenita. I più affermati marchi di apparati elettronici, meccanici ed elettromedicali sono costruiti qui dagli stessi gruppi di progettazione e produzione hardware che progettano e costruiscono ponti, condomini, alberghi, satelliti ed automobili. I marchi a noi noti per la nostra lavatrice o il televisore o l'irrinunciabile smart phone, anche il più blasonato, qui sono gruppi industriali multibrand dalle dimensioni inimmaginabili. Ciononostante i palazzi delle rispettive holding, all'avanguardia per soluzioni strutturali ed architettoniche sono edifici sobri, belli ma mai "spocchiosi" come siamo abituati a vedere in altre realtà. La sobrietà è sempre presente; nella cordialità, nel ridere, nel giocare e ballare. Difficilmente abbiamo incontrato eccessi. Anche nel raggruppamento di centinaia di forze dell'ordine in tenuta antisommossa che monitoravano una manifestazione (di un centinaio di persone, forse meno...) per la pace organizzata dai reduci, c'era sobrietà. Si spostavano quasi in punta di piedi nelle evidentissime tute fosforescenti... per non disturbare il comizio. E pensare che i coreani sono considerati i napoletani dell'oriente!

Beh, forse e, anche per questo che a Seoul ci siamo sentiti a casa. E' stata una decisa sensazione di appartenenza comune nonostante le migliaia di miglia di distanza. Si, sentirsi a casa, proprio come vorrei che fosse casa mia. Ordinata, pulita, senza scritte oscene sui muri, con i vicini che ti sorridono incontrandoti e che ti salutano con un inchino e un gesto affettuoso.  Rispondere alla stessa maniera diventa automatico, immediato... istintivo.

L'imperturbabilità orientale qui non si conosce ed anche i monaci, affabilmente sociali, non risparmiano un saluto sorridente anche se questo interrompe una preghiera o una meditazione. Il rapporto con l'altro fa parte delle preghiera e la meditazione è un viatico per incontrare l'altro. Ogni forma di culto, senza l'altro è solo sterilità.
Potrei "sancire" che la Korea va vista per prima... primo dei Paesi estremo orientali per essere poi ben introdotti nel resto di questo pezzo di pianeta che mai riusciremo a capire e a penetrare. Perchè... la Korea è decisamente la parte accessibile del concentrato dell'estremo oriente! Uno dei pochissimi Paesi raggiungibile direttamente con un volo transiberiano, senza scalo. Sali a bordo alle 23 e dopo sole 10 ore di volo non stop sei a Seoul, dopo un'ottima colazione a bordo e mentre i Colleghi in Italia entrano in ufficio,  ritiri dal nastro  i tuoi bagagli che arrivano sempre e senza clamore con una velocità impressionante in un'aerostazione nuova, ordinata, dove tutti si muovono senza frenesie, senza frette, senza corse... sottovoce direi, ancora fra un inchino, sempre con un sorriso e una calorosa, riconoscente stretta di mano.
Ueffe

 

Commenti (1)

  • Swallow

    13 Dicembre 2013 at 14:41 |
    Bellissimo! Complimenti. Vi leggerò sempre.

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